la rocca di Sassocorvaro: forse il più grande museo del mondo…

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Montefeltro terra di rocche e di castelli, ognuno con la sua particolarità, la sua forma, la sua storia, ognuna diversa. A Sassocorvaro c’è la rocca roveresca, su un piccolo rilievo alle falde dell’Appennino, sulla riva sinistra del fiume Foglia e, attualmente, sulla riva meridionale di un lago artificiale.

* panorama Sassocorvaro oggi *Sassocorvaro_veduta “Si tratta di un imponente castello risalente al 1475 progettato da Francesco di Giorgio Martini, architetto del Duca di Urbino, per il Conte Ottaviano Ubaldini, signore di Sassocorvaro. Costituita da tre imponenti torrioni a semi-ellisse e una torre più piccola, a ricordare la forma di tartaruga, la Rocca è uno dei più celebri esempi di architettura militare di transizione, anello di congiunzione tra il castello medievale e le fortificazioni moderne.”   “La costruzione fu voluta dal letterato, filosofo, astrologo, mago e alchimista Ottaviano degli Ubaldini, fu pensata e desiderata da Ottaviano come sua residenza privata. Per questo volle fortemente che il castello esaudisse il suo personalissimo sogno, ovvero quello di avere come dimora una “tartaruga”, simbolo per eccellenza dell’alchimia, per la quale rappresenta forza, saggezza, immortalità. La tartaruga è inoltre simbolo dell’Universo per la cultura orientale, rappresentando il dorso – a forma di cupola – il cielo, e il ventre la terra.”

*la Rocca-tartaruga

A dire il vero insomma una struttura difensiva che avrebbe dovuto avere anche un’importanza bellica che, straordinariamente, non svolse nel 14° secolo, ma 500 anni dopo!   

Infatti nel 1940, quando ormai i venti di guerra soffiavano più forte, il Ministro dei beni culturali Bottai decise che bisognava pensare al salvataggio delle numerose preziose opere d’arte e incaricò il Sovrintendente delle Marche Pasquale Rotondi di cercare un posto che avesse tutte le caratteristiche che servivano a proteggere quadri, statue, documenti preziosi.            Il 5 giugno 1940 inizia l’avventura di Pasquale Rotondi, l’allora Sovrintendente delle Marche con sede ad Urbino, che venne incaricato dal Ministro dell’Educazione Nazionale Giuseppe Bottai e dal funzionario Carlo Giulio Argan (che diventerà poi uno storico ed un critico d’arte famoso) “di porre in atto il programma di salvaguardia delle opere d’arte mobili appartenenti al territorio giurisdizionale della mia Sovrintendenza.” scrisse Rotondi sul suo Diario…“Tale programma prevede il trasporto delle opere nella rocca di Sassocorvaro come sicuro rifugio – dopo le mie particolareggiate ricerche in territorio marchigiano”.

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“Capolavoro insigne di architettura…innalzata con un’insolita grandiosità di strutture, in modo da accrescere la naturale inespugnabilità del luogo con la poderosa imponenza e con l’unitaria compattezza delle murature gigantesche”.

Rotondi col cappello con l'autista Petrelli

Rotondi col cappello con l’autista Petrell

La vita del ricovero ebbe inizio il 6 giugno del 1940, quando vi giunsero le prime opere, e si protrasse fino al 14 settembre del 1945.  Durante questi cinque anni, tre mesi ed otto giorni, la salvaguardia dei beni che trovarono asilo nella Rocca fu esercitata ininterrottamente da un picchetto di Guardie Giurate, dipendenti dall’Amministrazione delle Arti.

Rotondi con una vecchia Balilla e un camioncino, accompagnato dal fedele “eroico” autista Augusto Petrelli, cominciò  a trasferire nella rocca di Sassocorvaro i pezzi più preziosi dei musei e le gallerie delle Marche. Raffello, Piero della Francesca, Lorenzo Lotto, le ceramiche di Pesaro, i manoscritti di Rossini…. e la Rocca roveresca si riempie di tali tessori da essere, per un po’ di tempo, uno dei musei più ricchi di capolavori dell’Italia ma anche di più.

*la popolazione assiste allp scarico delle casse*Sassocorvaro si scaricano le casse*con l'aiuto della gente le casse entrano nella Rocca

“I cittadini di Sassocorvaro, ignari del contenuto delle casse, aiutarono a trasportare il carico all’interno della Rocca. Nei giorni seguenti l’arrivo dei misteriosi bauli si fa regolare ed incessante, permettendo così di mettere in salvo in due settimane ben 347 opere d’arte provenienti dai principali musei delle Marche.

La notizia del successo dell’operazione circola al di fuori della regione, tanto da spingere anche gallerie di altre parti d’Italia a richiedere di inviare i propri tesori a Sassocorvaro. Nel giro di pochi mesi arrivano così nel piccolo borgo marchigiano i grandi capolavori dei Musei di Venezia: quadri di artisti di fama mondiale come Canaletto, Veronese, Lorenzo Lotto, Tintoretto e Mantegna e il capolavoro assoluto del Giorgione, La Tempesta (che poi addirittura per qualche giorno verrà custodito sotto il letto di Rotondi e sua moglie!!!), nonché la parte più preziosa del Tesoro di S.Marco come la Pala d’oro!

*partono da Venezia

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*Rotondi con il custode Renon

 Le opere vengono distribuite in diversi locali della Rocca: le due grandi sale al pianterreno sono occupate dalle casse più ingombranti, mentre il lungo corridoio semicircolare al piano superiore ospita i quadri più piccoli. Le altre stanze continuano invece ad essere utilizzate per le attività già presenti prima della guerra: una scuola media, un circolo comunale, un cinema-teatro (che poi verrà spostato a causa del pericolo provocato dall’infiammabilità delle pellicole), che restano attive per mascherare ulteriormente la funzione strategica del palazzo.”

La storia della Rocca di Sassocorvaro si complica come del resto quella italiana e la Rocca che custodisce i più grandi tesori dell’arte di mezza Italia da luogo sicuro e defilato si viene a trovare addirittura sulla linea gotica e in mano alle truppe tedesche…

Ad un certo punto , quando la situazioe era diventata molto pericolosa per l’avvicinarsi della linea del fronte, giunse “provvidenziale”  l’aiuto offerto dal Vaticano che ospitò molte opere preziose fornendo anche gli autotreni e le scorte di carburante per trasportarle a Roma

*sugli autotreni si caricano le casse verso il Vaticano

Con la ritirata delle truppe tedesche nell’agosto del 1944 il pericolo è scampato e i tesori sono definitivamente salvi. Dal 30 maggio al 14 settembre 1945 Rotondi fa rimuovere tutte le opere nascoste a Sassocorvaro per restituirle alle rispettive sedi: le chiese e i musei di Urbino, Pesaro, Fano, Ascoli, Fermo, Jesi e Fabriano si ripopolano dei loro capolavori, sopravvissuti indenni alla devastazione della guerra. Per i successivi quarant’anni nessuno parla dell’Operazione Salvataggio.

La figura di Pasquale Rotondi, che con la sua azione coraggiosa ed appassionata salvò dalla guerra oltre diecimila opere d’arte, rimane nell’ombra fino al 1984, quando il sindaco di Sassocorvaro viene casualmente a conoscenza della vicenda e decide di mettersi alla ricerca del professore, che ora lavora in Vaticano. (Nel 1997 viene poi istituito il Premio Rotondi, che mantiene vivo il ricordo di questa impresa straordinaria premiando ogni anno a Sassocorvaro chi si distingue nell’opera di salvaguardia e protezione del patrimonio artistico mondiale.)

Queste vicende, vere, ma affascinanti e coinvolgenti come e più di una spy story, sono state narrate dallo stesso Rotondi nel suo diario e dalla rai in due puntate vedi link quando la storia del salvataggio dell’arte italiana e della Rocca di Sassocorvaro, diventata Arca dell’arte, venne finalmente riscoperta e raccontata come meritava.

Oggi la Rocca è visitabile con orari da cercare sul sito anche su fb; Sassocorvaro è  un piccolo paese grazioso e civile, in un paesaggio verdissimo, con tante storie, non solo questa, da raccontare come promette il custode della Rocca, che assicura una visita turistica sorprendente!

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molti i link dai quali ho preso le informazioni (e alcune delle immagini) e che vale la pena di consultare:

https://domanieunaltroviaggio.com/2020/03/01/sassocorvaro-larca-dellarte/

https://www.artonauti.it/pasquale-rotondi-uomo-nascose-giorgione-sotto-il-letto/

https://premiorotondi.it/operazione-salvataggio/

esaustivo il video rai:

https://www.youtube.com/watch?v=I5POv01SgBI&fbclid=IwAR1qEhqaswhUcTWjLbUQlJudip6zu-63Q-9M5Ty1Kz_XHXtmypM0p7UUP5o

la rocca di Sassocorvaro: forse il più grande museo del mondo…ultima modifica: 2020-09-14T09:47:31+02:00da scanfesca
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