Saiano: l’eremo sulla roccia

denis V

Siamo in Romagna nella valle del Marecchia che confina con il  Montefeltro: un paesaggio che si distingue da quello delle dolci colline marchigiane. Qui i profili dei rilievi  non assomigliano più alle morbide ondulazioni che conosciamo, ma piuttosto a una sequenza di denti di sega…

Un aspetto un po’ selvaggio, rude per spiegare il quale c’è un buon motivo e per conoscerlo si può andare qui dove si racconta l’origine milioni di anni fa

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In questo paesaggio fra le punte del Monte Titano (S. Marino), quelle di Torriana, di S.Leo, di Maiolo, di Verucchio, del Monte di Perticara… una piccola roccia aguzza, isolata quasi sul greto del Marecchia, alta un paio di centinaia di metri, attira l’attenzione di chi viaggia sulla statale che unisce la montagna tosco-romagnola alle spiagge riminesi.

Attira l’attenzione perché in cima emerge prima una torre cilindrica e poi un paio di costruzioni… lassù in cima, un eremo, un santuario, una chiesa.

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È l’eremo santuario della Madonna di Saiano, un luogo amato e venerato dai romagnoli da secoli.

“Il suo nome ci riporta agli antichi romani che lo chiamavano “Saxum Jani– Sasso di Gianoe probabilmente doveva esserci un tempio pagano a lui dedicato.

“Un tempo Saiano era un Castrum di proprietà dei conti di Carpegna e le prime notizie risalgono all’anno 962. Ciò che rimane dell’antica costruzione è la torre circolare di origine bizantina. Il piccolo complesso è costituito da una chiesa, una piccola casa rustica ed una torre cilindrica. .
Il santuario dotato di tre altari è dedicato alla Beata Vergine del Carmine. La chiesa è a navata unica e al suo interno si trova la statua della Madonna di Saiano, risalente al XVI secolo e ritenuta miracolosa. In passato, infatti, le giovani partorienti si recavano qui ogni 15 agosto per pregare chiedendo protezione in vista del parto imminente.

* il portale di Saiano, opera di A.Pomodoro

Il portale in bronzo della chiesa, oggi restaurata, è opera dello scultore Arnaldo Pomodoro e rappresenta il Marecchia con i suoi affluenti, simbolo della Madonna che accoglie i fedeli per condurli fino a Dio.” (da https://travel.fanpage.it/saiano-e-il-suo-santuario-spiritualita-e-relax-nel-verde)

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Per molti anni l’eremo è stato lasciato in abbandono ed è stato anche vandalizzato, ma dal 1996 dopo un restauro approfondito è stato riaperto ed è presidiato con continuità da un parroco che abita nella casa sotto la torre ed è molto attivo (anche sulle reti sociali) e attento verso i visitatori e i pellegrini (vedi al link ).

Si raggiunge lasciando l’auto a qualche centinaia di metri e salendo a piedi in mezzo al verde: ci accoglierà il paesaggio dell’ampia valle sassosa del Marecchia, dellle cime aguzze dei rilievi circostanti e un grande profondo silenzio avvolgente e mistico che siamo pregati di rispettare.

Si capisce il perché fin dai Romani e certamente anche prima di loro, insomma da millenni la gente di questi luoghi ha sentito e voluto onorare qui la presenza dello Spirito generatore.

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PS: devo al web alcune  foto, belle così tanto che non potevo ignorarle, tratte da pubblicazioni web di carattere turistico

Saiano: l’eremo sulla rocciaultima modifica: 2019-10-07T09:30:17+02:00da scanfesca
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