Maria abitò qui… forse: una visione mistica confermata dalla scienza

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Efeso, nome estremamente evocativo di memorie storiche. Fra tutti i monumenti delle civiltà classiche  e del primo cristianesimo ce n’è uno speciale, dall’apparenza davvero modesta, che è stato oggetto di un episodio misterioso e sorprendente e che oggi è meta di credenti e di scettici: Meryam Ani. È la casa di Maria, la madre di Gesù, che la tradizione vuole sia stata portata qui dall’Apostolo Giovanni per metterla al sicuro dalla persecuzione.

Che fosse vero o meno la dimora dei due fuggiaschi andò perduta nella memoria e dalla faccia della terra.

Nei prini decenni dell’800 una religiosa tedesca, Caterina Emmerich, poi beatificata, raccontava visioni mariane continue durante le quali visitava luoghi che non aveva mai visto davvero e descriveva questi luoghi con estrema precisione.

Anna-Catharina-Emmerich

Una delle visioni riguardava la dimora che Giovanni apostolo ed evangelista avrebbe edificato a Efeso per ospitare Maria, nella quale la Madre di Dio sarebbe vissuta fino alla fine dei suoi giorni terreni. In questa visione, la Emmerick fornì come di consueto dettagli particolareggiati, sia della casa che dall’ambiente circostante:

«Maria non visse di preciso ad Efeso, ma in un paese vicino. La dimora di Maria si trovava su una collina a sinistra della strada in direzione di Gerusalemme, circa tre ore e mezza da Efeso. Questa collina si dirada ripidamente volgendosi verso Efeso; avvicinandosi da sud-est, la città sembra giacere su un terreno rialzato… Stretti sentieri in direzione del sud conducono ad una collina, alla cui sommità è sito un altopiano irregolare, distante circa mezz’ora di viaggio.»

ingresso

Fra i dettagli della casa, la mistica riferì che era costruita con pietre rettangolari, con finestre ampie e quasi all’altezza del tetto, piatto. La casa era composta da due parti, con un focolare posto al centro. Nel resoconto completo della visione si trovano descritte anche la posizione delle porte, la forma del camino, ecc.

Il libro contenente queste descrizioni, scritto da Brentano che aveva assistito e documentato le visioni per anni,  è stato pubblicato a Monaco di Baviera nel 1852.

Il 18 ottobre 1881, basandosi sul resoconto di Brentano, l sacerdote francese Julien Gouyet scoprì una piccola costruzione in pietra sita nel promontorio che domina il Mar Egeo e che sovrasta i resti dell’antica Efeso, nell’odierna Turchia.

Fin dal primo sopralluogo, Gouyet fu subito persuaso di trovarsi veramente davanti al luogo descritto dalla Emmerick, e nel quale Maria avrebbe trascorso la parte finale della sua vita terrena.

Dopo anni di lotta contro l’incredulità delle autorità sia civili che religiose le ricerche lentamente portarono a risultati positivi: appresero sul posto che le rovine delle quattro mura perimetrali della casa erano da secoli oggetto di pellegrinaggi e di venerazione da parte degli abitanti del villaggio di Sirinto, che discendevano direttamente dalla prima comunità cristiana di Efeso. La dimora in lingua locale era chiamata Panaya Kapulu (letteralmente: “Porta della Vergine” )

bibi mariam

Gli scavi seguirono le indicazioni della veggente e i resti ritrovati confermarono anche nei particolari la descrizione fatta dalla religiosa e anche le indagini scientifiche dimostrarono che le fondamenta risalivano al 1°  secolo, compatibilmente dunque con la prima fondazione, l’epoca di Giovanni e di Maria e  al 4° l’epoca in cui il culto di Maria si era consolidato in questi luoghi tanto che proprio a Efeso fu dedicata la prima chiesa alla Vergine Maria dove si tenne il Concilio Ecumenico di Efeso del 431 d.C.

Il luogo venne dunque riconosciuto come “probabile” dimora della Vergine Maria.

Adesso la piccola costruzione è diventata un luogo di culto e anche attrazione turistica, piuttosto frequentata.

L’ambiente è molto suggestivo, immerso come è in un boschetto ombroso. L’ingresso è presidiato da un grande albero, ormai plurisecolare. L’interno è semplice, spoglio, un unico ambiente con un altare  una grande statua di Maria.

l'ingresso della stanza di M.

Sul lato destro della dimora si trova un piccolo recinto, tradizionalmente associato alla stanza nella quale Maria dormiva. La tradizione mariana sostiene che una qualche forma di acqua  correva come un canale in questa stanza più piccola, la “stanza di Maria”, e che avrebbe dato origine alla fonte attuale di acqua potabile situata al di fuori della struttura dove si trova un muro che i fedeli hanno destinato alle richieste devozionali e agli ex-voto, infatti lo usano per lasciare i loro messaggi e le loro preghiere sotto forma di piccole note di carta o di stoffa.

EfesoMeryemAnaEvi5una delle fonti

I credenti cristiani poi attribuiscono a questa acqua  poteri miracolosi di guarigione o di fertilità, ne bevono e la raccolgono per potarla ai familiari.

le fedeliHo sostato a lungo, colpita ed emozionata dalla serietà e la devozione di tante persone che raccolgono l’acqua e poi con grande concentrazione scrivono qualcosa su un brandello di stoffa, un nastro, una strisciolina di carta e vanno ad aggiungerla ai milioni di altre che tappezzano il muro di recinzione.

Preghiere, dediche, voti, suppliche, implorazioni che nessuno toccherà, che solo il vento, il sole, il tempo possono lentamente fare svanire… le speranze affidate loro chissà…

il muro

nb.: per le notizie grazie a Wikipedia

Maria abitò qui… forse: una visione mistica confermata dalla scienzaultima modifica: 2019-07-07T11:04:36+02:00da scanfesca
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