Fematre, la Pieve bella fra i monti

il fontanile di Fematre, per gli uomini e gli armenti

il fontanile di Fematre, per gli uomini e gli armenti

la Pieve è ad un livella inferiore rispetto alla strada

la Pieve è ad un livella inferiore rispetto alla strada

 

vista dal paese

vista dal paese

 

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L’avevamo scoperta anni fa, inerpicandoci  come spesso facciamo senza meta precisa, su per la strada che dalla Valnerina risale i fianchi della montagna.  Quasi in mezzo al niente ci era comparso, di fianco ad un fontanile imponente e monumentale, questo edificio di grande dignità architettonica, chiaramente antico e nobile. Chiuso.

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Abbiamo passeggiato per il sagrato, osservato la facciata che mostra tutte le vicende vissute fra ampliamenti e ricostruzioni (terra di terremoti questa, da sempre), il loggiato laterale che guarda verso il paese, la grande pietra rozza su cui il 1° febbraio del 1135 il vescovo Enrico elencò i santi protettori nel dedicare la chiesa a S.Maria Assunta e poi la porta laterale… chiusa!

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Ce ne siamo fatti una ragione già paghi di averla scoperta.

Poi ogni tanto si passava di lì, magari una sosta veloce finché un giorno di febbraio,  domenica mattina, vediamo una signora attraversare svelta il sagrato: la messa! C’è la messa, è aperta!

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inseguo le signore fin sotto al loggiato dove c’è la porta che finalmente è aperta

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Mi precipito dentro. Come spesso accade in queste nostre chiese di montagna entrare è stato fonte di una sorpresa grandissima: dalla ruvida severa pietra chiara del nartece, dove manca qualunque accenno di decorazione, si entra in uno scrigno sfavillante di colori, stupefacente!

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Tiro fuori la mia macchinetta fotografica del tutto inadeguata alla necessità di rendere la varietà e la ricchezza degli affreschi che ricoprono quasi tutte le superfici. Mani e stili diversi, le immagini più antiche raccontano di Maria, la titolare, le storie della sua vita e poi i santi menzionati nell’iscrizione dell’ingresso… e tanti altri amati e pregati in queste montagne, terre di miseria, di malattie, di peste e terremoti.

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Ho poco tempo, il sacerdote è quasi pronto, non voglio disturbare queste persone che sono accorse qui dal paese che dista qualche centinaio di metri per poter pregare nella loro chiesa dove solo alla domenica possono entrare e per poco tempo, benché  la chiesa sia la loro da secoli e in essa riconoscano la loro identità come comunità non solo religiosa.

Usciamo, torneremo, tanto adesso che sappiamo che alla domenica c’è la possibilità di entrare sarà facile…

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Siamo tornati e più volte, ma non siamo più potuti entrare perché nel frattempo il terremoto ha scosso questi luoghi e la prudenza ha consigliato le autorità di vietare l’accesso. La signora Mara, che custodisce le chiavi, mi ha scritto in un sms di aprile 2019 che la chiesa è stata messa in sicurezza e lei spera comincino presto i lavori… aspettiamo e speriamo anche noi con lei.

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Le foto che accompagnano questo testo sono in parte mie, ma le più belle sono di Silvio Sorcini in Luoghi del silenzio, un luogo del web dove sono documentati i luoghi “del silenzio”, un sito  da vedere e da frequentare spesso perché è ricco, serio, informato e molto curato.

Note storiche “La Pieve fu eretta nel 1100 alle falde del Monte Fema, in forme romaniche e grazie alla sua collocazione divenne un fulcro molto importante non solo religioso ma anche civile per tutte le comunità limitrofe. La vita associata pulsava tutta attorno alla Pieve, nei giorni festivi dopo la messa, si svolgevano anche riunioni di Consiglio. Agli inizi del 1200 il dominio feudale dei Conti Alviano cessò, a causa della vendita del Feudo al Comune di Norcia, si costituì la Communitas Fematris comprendente le ville vicine.

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La chiesa ha pianta ad aula, coperta nelle prime due campate, da grandi volte a crociera poggianti su pilastri. Questo corpo centrale dell´edificio corrisponde alla pieve del XII secolo. Nel 1135, al lato sinistro della chiesa, fu aggiunto un altro corpo che fungeva da oratorio, ora è adibito a sacrestia. Nel XIV sec. in seguito ai danni di un terremoto e alle aumentate esigenze demografiche, l’ aula fu allungata con l’ aggiunta di un presbiterio a base quadrata coperto da volta costolonata e separato dalla navata con un arco trionfale; fu rifatta la facciata con l’ aggiunta di un rosone, il campanile a vela fu sostituito da una vecchia torre di vedetta che è l’ attuale campanile. Il presbiterio è completamente affrescato con scene della vita di Maria.

Gli affreschi eseguiti dagli Sparapane da Norcia (dal 1497 in poi) si possono trovare nel presbiterio, come anche in altre parti della chiesa, mentre nella parete appena si entra sulla sinistra un grande affresco raffigurante la Madonna del Rosario datato 1583 è attribuito a Fabio Angelucci di Mevale. Sulla destra per ripararsi da intemperie, per i battesimi, per maggiore comodità della liturgia della Candelora, della Settimana Santa e delle Processioni, fu aggiunto un nartece formato da cinque archi a tutto sesto; in fondo venne aggiunta nel 1506 una cappellina affrescata sempre dagli Sparapane da Norcia….. La Pieve sorta come edificio in forme romaniche, nonostante nel tempo abbia subito vari rifacimenti e rimaneggiamenti, mantiene inalterati i caratteri architettonici e tipologici delle costruzioni tipiche montane dell’Appennino umbro machigiano.”

Fematre, la Pieve bella fra i montiultima modifica: 2019-06-23T11:54:06+02:00da scanfesca
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