Precicchie, un paese che si chiama “precipizio”

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Il piccolo, piccolissimo paese di Precicchie deve la sua esistenza allo sperone di roccia su cui sorge,  molto utile allo scopo di difendersi nei tempi bellicosi  in cui fu fondato, così come tanti altri paesi medievali che popolano le sommità delle nostre colline. Ma Precicchie deve a quello stesso sperone di roccia addirittura il suo nome: Precicchie cioè praeceps = scosceso che con –cipitis dà precipizio, dirupo.

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Lo si capisce guardandolo comparire da lontano e ancora meglio quando arrivati lì il paese ci mostra la severità di una rocca che imita l’asprezza della roccia su cui sorge con una muratura altissima, con speroni robusti, spigoli acuti e pochissime aperture… ma noi ormai sappiamo che quell’aspetto guerresco è solo memoria di come si viveva mille anni fa.

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Per entrare si passa ancora per la strada antica, sul lato est, che va alla porta, ben protetta da più di un contrafforte. La strada, selciata di recente, è molto ripida e in pochi metri conduce al punto centrale del paese. Pochi metri e c’è un bivio: a sinistra un sottopasso ci fa entrare nel cortile della antica rocca, il luogo più munito dell’antico castello che oggi sembra una piccola piazzetta su cui si aprono un paio di abitazioni e ciò che resta del castello in parte già restaurato.

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Per continuare la visita si torna indietro, ancora pochi metri, e si imbocca la “strada principale”. Un minuscolo slargo su cui  si nota una scala ripidissima ed evidentemente costruita da un muratore autodidatta e di pochi mezzi. Ancora un piccolo slargo, un portale che mostra i suoi molti anni chiude un arco gotico con sopra una targa con la data del 1778.  6-DSCN4316 copia

Una stradina ( sempre pochi metri…) scende ripida verso la strada opposta a dove siamo saliti e ospita un’aiuola di aromi.
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Siamo sulla strada principale (!) che sfocia sulla piazza dove c’è la Chiesa, che come sempre in questi piccoli borghi è enorme rispetto alla grandezza dell’abitato…

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Una fontanella, un paio di vicoletti che precipitano per pochi metri… e possiamo imboccare la strada che scende sul lato ovest, per qualche decina di metri, e ci riporta dove siamo partiti.   10-Precicchie copiaTutto qui!   Camminando lentamente e guardandosi attorno con attenzione si può impiegare una manciata di minuti ma di cose da godere e da pensare ce ne sono.

Intanto il borgo è intatto nella sua parte più antica ma anche quella più recente (si fa per dire!) è fatta di case costruite con semplicità, di architettura modesta poco vistosa che si armonizza bene con il resto. Precicchie intatto e piccolissimo offre la possibilità di capire come si viveva in un piccolo borgo medievale  dal periodo longobardo fino alla costruzione del castello nel 1000 e dintorni e in fondo anche fino agli anni ’50.

Perché il  paese è stato vivo fino a qualche decennio fa, prima che gli abitanti lasciassero la vita severa e povera, spesso misera, ed emigrassero verso la pianura e soprattutto a Roma. Le persone delle foto non sono abitanti ma visitatori…!

Le case sono ancora abbastanza curate; un signore che sta tagliando l’erba lungo la strada mi dice che ci vivono solo in due, in una casa sotto le mura, ma che in estate… Lui non è di qui, ci ha una casa che ama e ci tiene a mantenere bene il paese “è come se fossi il padrone, vengo quasi ogni giorno, faccio tutto quello che serve e compro il materiale coi miei soldi” … Precicchie sa farsi amare.

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Nella passeggiata (in fondo pochi metri come dicevamo) mi colpisce anche la grande abbondanza di panchine e di sedili di cui sono una estimatrice. Appoggiate ai muri della piazza, su ogni lato come per seguire il movimento del sole e dell’ombra, nei piccoli slarghi, dove c’è uno spazio per quanto esiguo hanno messo una panchina. Tante, troppe forse rispetto agli abitanti e ai visitatori… Ci parlano di ore lente e rilassate, di chiacchiere, di pensieri pigri e profondi, di riflessione e di contemplazione, di vita insieme…

Adesso è maggio, non c’è nessuno, solo il “padrone” che lavora, l’aria profuma di erba tagliata, il silenzio è grande e riempie il minuscolo paese che si chiama “precipizio”.

La voglia di fermarsi sull’ennesima panchina e aspettare il tramonto è grande e noi cediamo facilmente a queste voglie.

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Ho letto su tripadvisor la lamentela di un turista che diceva “è una una fregatura: quaranta minuti per arrivarci e in 5 minuti ho visto tutto”. Che peccato, come mi dispiace per lui!

Precicchie, un paese che si chiama “precipizio”ultima modifica: 2018-05-11T07:30:59+02:00da scanfesca
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2 pensieri su “Precicchie, un paese che si chiama “precipizio”

  1. Che ridere! Fai tanta strada, vedi tutto in cinque minuti (che non è vero) e non trovi neanche un negozio, non c’è gente a parte te e i tuoi compagni/e e magari non c’è campo per il cellulare e il vento dall’odore di bosco ti scompiglia i capelli. Che schifo ‘sti posti.

    • infatti! Io li capisco a ‘sti poracci che hanno in mano sempre il cellulare ma non sanno fare a informarsi… Però per fortuna la recensione negativa su TripAdvisor non può fare danni alle attività economiche di Precicchie visto che non ce ne sono… Per te Leo certo Precicchie non è una novità!

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