S.Pietro in Valle: storia e bellezza

panoramica

A voler raccontare S.Pietro in Valle in ordine cronologico  ci si annoda inestricabilmente, càpita con tutto ciò che di storia ne ha tanta e spesso ha mescolato assieme fatti ed elementi ma il risultato di questi intrecci, di queste contaminazioni é quasi sempre eccellente, armonioso e suggestivo.
S.Pietro in Valle, l’abbazia che sorge verso la fine della Valnerina (sempre e ancora lei!!!), sul fianco della collina.
Dalla strada non si vede; si sale per una stradina stretta dove, se si incontra qualcuno bisogna cercare uno slargo… noi abbiamo incrociato addirittura una processione con la banda!

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Poi si arriva lì, alla svolta dalla quale compare la costruzione e allora ci si ferma e si scende per catturare questa immagine fiabesca.
Anche gli americani a cui abbiamo spiegato (soprattutto con dei gesti) perché si dovevano fermare e lasciar passare la processione sono scesi e scattano foto e foto. Americani ma di buon gusto.

DSCN3716 copiaS.Pietro attualmente è due cose diverse: la chiesa é aperta al culto e ai visitatori, il monastero é un “albergo di charme” aperto ai clienti e basta…
Ma la chiesa oggi rischia di essere chiusa anche a noi, sul sagrato infatti incontriamo la custode guida volontaria che ha appena chiuso che deve correre a fare un altro servizio… ma é una ragazza graziosa e soprattutto gentile e ospitale: vede la nostra delusione e  raccomandandoci di non attardarci, torna indietro e riapre!
Spieghiamo anche agli americani che si può entrare: mi ringraziano come fossi la madonna e avessi fatto un miracolo! E invece lo ha fatto la gentilissima guida (io preciso nel mio inglese scarso: italian style! )

dsc_0311DSCN3732 copiaS.Pietro in Valle ha molte storie, come si diceva, e per fortuna tutte hanno lasciato i segni di sé. All’inizio, nei primi decenni del 500, era stato scelto come rifugio dagli eremiti Lazzaro e Giovanni, provenienti dalla Siria che si fermarono qui dove si trovava già un tempio pagano romano…
“Si deve a Faroaldo II, duca longobardo di Spoleto, l’edificazione sulla tomba dei Santi Lazzaro e Giovanni dell’abbazia dedicata a San Pietro in cui si ritirò nel 720 quando fu spodestato dal figlio Trasmondo II e dove morì da monaco nel 728.
Anche al figlio toccò la stessa sorte quando fu destituito dal re longobardo Liutprando, seguito dal suo successore Ilderico che fu scacciato dopo solo un anno di regno (739-740). Nell’881 il monastero subì con Farfa il saccheggio dei Saraceni e una profonda distruzione.”
Io subisco il fascino che emana da nomi come Faroaldo, Trasmondo, Liutprando, Longobardi e Farfa e Saraceni… nomi che mi fanno sentire presente e tangibile un passato avvolto nella nebbia, un periodo per me piuttosto misterioso di cui tuttavia incontro continuamente testimonianze.

i santi

il sarcofago dei santi con un piccolo tunnel che passa dietro : un percorso devozionale che si percorre con un po’ di fatica, come penitenza

Quello che si vede ora risale in gran parte al 920, quando Ottone III°di Sassonia restaurò la chiesa, ritrovò le sepolture  dei santi eremiti e dei duchi longobardi e usò dei sarcofagi romani (altri segni di un’altra storia) come sepolcri.
L’architettura della chiesa é semplice, ma i segni sul pavimento dimostrano che c’é stato altro: per esempio si vedono chiaramente i segni che indicano la suddivisione con delle transenne delle parti della chiesa destinate ai non battezzati (in fondo, vicino all’ingresso) poi al centro ai battezzati e poi, vicino all’altare, lo spazio riservato al clero.
Le lastre che formavano una di queste transenne sono diventate i due lati dell’altare e la loro particolarità ha fatto scrivere pagine e pagine di ipotesi e teorie, alcune anche avventurose…

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la lastra di fronte, con la scritta e le immagini dello scultore

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la lastra posteriore: una rappresentazione simbolica dei sette cieli… pare…

Lo spazio delle absidi, con la sua raccolta di sarcofagi e marmi e sculture e anche affreschi pregevoli (il maestro di Eggi per esempio) é proprio suggestiva e richiede una visita attenta e approfondita, ma non vogliamo approfittare della disponibilità della guida ( per le notizie e le immagini qui , qui e anche qui )

DSCN3741 copiaPrima di andarcene “rubiamo” uno sguardo al chiostro, bello e proibito, che si potrebbe raggiungere dall’ingresso laterale in cima a una piccola bella scala semicircolare.

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Davvero affascinanti nella loro rudezza le due sculture che ornano gli stipiti  che rappresentano S.Pietro con la chiave e la crose e S.Paolo con la spada

 

 

 
Un ultimo sguardo lo merita il bellissimo campanile che veglia sull’antica chiesa e anche… sulla piscina dell’hotel.

DSCN3747 copiaNB: alcune immagini sono prese dal sito http://www.iluoghidelsilenzio.it/abbazia-di-san-pietro-in-valle-ferentillo/
che ringrazio.

 

S.Pietro in Valle: storia e bellezzaultima modifica: 2016-05-13T18:12:24+02:00da scanfesca
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