freccia e… svoltare!

Per tornare a casa  abbiamo scelto in alternativa alla superstrada un percorso lento e poco frequentato, di quelli che amiamo, sulla via che dal Borgo di S. Domenico porta a Le Contesse, al Palazzone e conduce verso Pergo, al limite orientale della pianura della Valdichiana, nella Val d’Esse  dice la guida, insomma una strada che si snoda nella campagna curata e bellissima di questo angolo di Toscana in odore di Umbria

Una freccia dice S.Angelo, sec VII – XI.   Abbiamo tempo e soprattutto voglia: sec VII ! Mica sciocchezze!

E poi S.Angelo… fra le poche cose che credo di sapere con certezza c’è che i Longobardi avevano  una grande stima per l’angelo con la spada: Arcangelo Michele, sant’Angelo, San Michele Arcangelo, Sant’Arcangelo tutti nomi che dovrebbero  indicare l’origine longobarda e in più a conferma c’è l’epoca: 600 senza mille…

Ragionamenti che non abbiamo nemmeno  formulato: freccia e svoltiamo.

S.Angelo b

 

portale b

 

 

 

Dopo pochi metri la grande chiesa con la facciata severa che dimostra tutti i suoi anni, un sagrato rustico, con il classico cipresso e un piccolo gruppo di edifici ben tenuti, di cotto.

La chiesa é  ad un crocicchio della strada, a fianco di un torrente che sentiamo scorrere veloce. Nell’aiuola un pozzo e delle vecchie macine di mulino a raccontare cosa è stato in passato questo luogo.

fianco

Mi ha colpito il colore anzi i colori della muratura, composta di materiali e anche con modi diversi: bianche pietre romane che provengono da un preesistente tempio a Bacco (siamo in zona ancora oggi di vino e olio!), robusti e più rozzi blocchi di arenaria grigia e mattoni di un cotto rosso brillante…. La storia dice che

“Costruita intorno al VII secolo dai longobardi, la chiesa, intorno all’anno mille fu rifatta in stile preromanico – bizantino dall’architetto aretino Maginardo, che lasciò intatte le due bellissime absidi laterali del VII secolo. La facciata, a doppio saliente, è molto semplice, col portale che conserva un protiro pensile affiancato da due monofore. Proclamata monumento nazionale nel 1907”

absidi bb

Davvero ringraziamo il buon Maginardo che anziché abbattere tutto per fare a modo suo ha rispettato le due absidi laterali (quella centrale sembra un po’ diversa infatti) nella loro barbarica bellezza. In effetti la parte absidale é magnifica, con intorno un giardinetto, cespugli ben tenuti, qualche panchina e alberi che in estate fanno di sicuro una bella ombra.

Lunetta ds b

Da godere anche le lunette dei portali laterali, ormai murati, con i loro bassorilievi con decorazioni un po’ misteriose e anche in certi punti poco leggibili.

lunetta sin b

Non si può entrare, ma in fondo non ne soffriamo più di tanto: ci godiamo la tranquillità di questo minuscolo borgo, il suono del torrente e anche il rumore del trattore nei campi vicini. Si fatica a distogliere gli occhi (e l’obiettivo) dalle pietre colorate, sbreccate, consumate dal vento dal sole e dalle intemperie che sono state composte da mani così abili e competenti che l’armonia che hanno creato così tanti secoli fa ancora sa parlare e incantarci.

Seguire certe frecce è utile, necessario, bello.

abside part

 

freccia e… svoltare!ultima modifica: 2016-02-22T09:40:20+01:00da scanfesca
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