a Bologna 2 : dal tempio di Iside a… Gerusalemme!

proseguendo nel nostro viaggio dentro le sette chiese di S.Stefano di Bologna…Nell’anno del Signore 393 dopo Cristo: fuori delle mura di Bologna  dove in passato c’era il tempio di Iside, sovrapposte alla pianta originaria del Tempio, sono sorte tre strutture architettoniche come nel disegno (poco dopo si aggiungerà la chiesa sulla sinistra dedicata ai Ss Vitale e Agricola). Sono la  chiesa del Santo Sepolcro, di forma circolare, il Cortile di Pilato ed il Martyrium (o chiesa della Trinità). In sostanza una struttura rettangolare porticata con in testa il ninfeo rotondo

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Il tempio iniziale era stato ampliato  perché nel 393 dC, in un cimitero nei pressi,  presente nientemeno che S.Ambrogio, furono trovati i corpi di Vitale ed Agricola i primi martiri bolognesi martirizzati sotto Diocleziano.

Per loro si ampliò la prima chiesa (quella che corrispondeva al tempio di Iside) aggiungendo poi una parte detta Martyrium o chiesa della Trinità, in fondo al cortile porticato; quasi contemporaneamente fu costruita sul lato sinistro del rettangolo la Chiesa dei Santi Vitale e Agricola, dove furono traslati due martiri. (Se ne parlerà in seguito…).

* facciata

la chiesa del S.Sepolcro e a sinistra la chiesa dei Santi Vitale e Agricola

Per secoli, comunque, qui si continuò a costruire, modificare, aggiungere, fare e disfare contribuendo a confondere le tracce che faticosamente gli archeologi e gli storici cercano di dipanare e anche io…

Ad aggiungere “confusione” alla metà del 400 ci pensò S.Petronio che fu vescovo di Bologna dal 423 al 450 e questo Santo Vescovo immaginò una cosa grandiosa: trasformare Bologna in… GERUSALEMME o almeno in qualcosa che gli assomigliasse molto.

l'ingresso alla chiesa del Santo Sepolcro

l’ingresso alla chiesa del Santo Sepolcro

Così la basilica di S. Stefano si trasforma nella  Sancta Jerusalem Bononiensis dove i Bolognesi (e poi, a centinaia di migliaia, i pellegrini provenienti da mezza Europa) potevano ripercorrere le tappe del Calvario di Cristo senza dover affrontare il lungo e pericoloso viaggio fino alla Terrasanta. Petronio volle essere sepolto qui e qui è rimasto fino al 2000 quando è stato trasferito (ormai il suo volere non contava più..) nella magnifica cattedrale che ne porta il nome.

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il sepolcro di Petronio poi divenuto il “Santo Sepolcro”

Messi in fila alla meglio, nel modo migliore che ho saputo, i fatti costruttivi è ora di entrare e guardarci attorno perché siamo circondati da meraviglie, curiosità, opere d’arte, testimonianze storiche e anche da qualche mistero.

BOLOGNA

le colonne del tempio di Iside, il Sepolcro e a terra la griglia della sorgente sacra detta “il Giordano” *

“Dall’esterno l’edificio appare di forma ottagonale, mentre l’interno, a pianta centrale è sormontato da una stupenda cupola dodecagonale. Presenta 12 colonne di marmo e laterizio, sette delle quali sono di marmo africano, risalenti al II sec D.C. e sono rimaste nella loro posizione originaria quando contornavano il ninfeo del Tempio di Iside.  Alcune colonne originali sono state quindi affiancate da nuove colonne di supporto, mentre altre sono state proprio sostituite dalle nuove. Oltre alle 12 vi è una tredicesima colonna di marmo cipollino nero, di origine africana, un po’ scostata rispetto alle altre, che simboleggia la colonna dove venne flagellato Gesù. Su di essa molti segni di presunte flagellazioni, incisioni di pietà popolare, incavi dove i flagellati potevano aggrapparsi con le mani e in alto una scritta che recita: “Questa colonna rappresenta quella alla quale fu flagellato N.S.G.C. e si acquistano 200 anni d’indulgenza ogni volta che si visita”. Questa colonna, guardata dal centro della chiesa, dove c’è l’edicola del Sepolcro, indica perfettamente l’Est (la direzione dove si trova la Palestina)” 

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Al centro della costruzione, in mezzo alle colonne, vi è  un’edicola sopraelevata che, fino all’anno 2000, custodiva le reliquie di san Petronio (ora traslate nella Basilica omonima), qui rinvenute nel 1141. L’edicola venne costruita solo nel XIII secolo (periodo longobardo e templare) e rappresentava il sepolcro di Gesù.

Girando attorno all’edicola, fra le colonne troviamo, nel pavimento, un pozzo ricoperto da una grata che contiene l’acqua di una sorgente che viene identificata con l’acqua del Giordano (il fiume dove Gesù fu battezzato), ma che, come attestano gli archeologi, ci riporta alla sacra fonte del complesso di Iside da cui siamo partiti, che dal rappresentare il Nilo passa a essere simbolo del Giordano.

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la grata che protegge l’acqua che rappresentava il Giordano…

In ogni caso fu considerata nel medio evo un’acqua miracolosa per la guarigione di ogni male. Folle di malati accorrevano a questa sorgente dalla città, dai dintorni e perfino da Roma. E’ attestato (!!!) che nel 1307 più di 150 malati, sordi, muti, ciechi ed indemoniati, guarirono in un solo giorno. L’affluenza era tale che il 22 maggio di quell’anno l’intera piazza venne coperta da tendoni per proteggere i pellegrini giunti da tutti il mondo in attesa di entrare a bere l’acqua miracolosa.

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il cosiddetto catino di Pilato

Uscendo dalla chiesa del Santo Sepolcro, si attraversa il Cortile di Pilato, nel quale balza subito agli occhi l’enorme bacile marmoreo al centro, donato dai re longobardi: il bacile è denominato “Catino di Pilato” o “Santo Graal” bolognese, è a forma di calice e reca un’iscrizione sotto il bordo il cui significato  non è ancora chiaro. Rappresenta naturalmente il catino dove Pilato si lavò le mani della condanna di Gesù.

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Ma la cosa più bella che lascia incantati è  il lato di questa strana chiesa tempio che dà sul cortile “di Pilato”. La muratura è in cotto usato come fosse materiale pittorico che forma un magnifico e fantasioso mosaico; cotto di colori diversi, con l’aiuto di poche tessere di marmo colorato, poche che qui non ce n’è. Con questa materia umilissima hanno disegnato merletti, scacchiere, volute, stelle, fiori, festoni ornamentali… una fantasia incredibile che illumina queste pareti. Il colore caldo dei mattoni prende vita al sole e cambia con il cambiare delle ore del giorno. Una meraviglia da godere.

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più info ai link:

http://www.radoani.eu/basilica-di-s-stefano-a-bologna-1-parte/

http://www.duepassinelmistero.com/SStefano.htm

https://facciamoungiroincentro.blogspot.it/2016/11/complesso-di-santo-stefano.html

a Bologna 2 : dal tempio di Iside a… Gerusalemme!ultima modifica: 2017-11-19T14:15:51+00:00da scanfesca
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