Scheggino: lungo le rive del Nera

“Alta sulla riva sinistra del Nera, afferrate alle irte balze rocciose (le schegge) le muraglie dell’antica rocca descrivono un triangolo. Al vertice, il cassero con la snella torre. A ridosso del cassero, l’abitato più antico…” La descrizione del depliant è molto efficace per descrivere Scheggino, un’altra perla sul Nera.Scheggino tot. In effetti è un cucuzzolo coperto di case di pietra che digradano fino a sfiorare due corsi d’acqua: il canale che lambisce le mura e, a pochi metri, il fiume Nera, che scorre veloce e trasparente  fra le rive verdissime.

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il Nera a Scheggino

Per visitarlo, come tutti i borghi della Valnerina bisogna armarsi di pazienza e di fiato e salire a passo cadenzato le innumerevoli e ripide strade, spesso a scalinate. È faticoso, vero, ma la fatica è ripagata e resa più lieve dalla bellezza degli scorci, dal lindore di ogni angolo, dalla dignità delle case tutte restaurate con rispetto dopo il terremoto del 1997 ( qui i terremoti non mancano mai, anche quello del 2016 c’è passato, pare senza danni gravi).

dalla plateaC’è silenzio dato che si può andare solo a piedi, ma la gente che si incontra saluta…
Tanti i particolari che attirano lo sguardo e l’obiettivo: di qui con le acque del Nera è passata tanta storia, sono transitati tanti popoli, pastori e greggi transumanti, mercanti e guerrieri, pellegrini e santi. Tanta storia lascia il segno, anche se non con emergenze architettoniche o artistiche che pure non mancano ma soprattutto la si legge nella bellezza sobria e riservata diffusa che si gode camminando a caso su per le strade che portano verso il Cassero. La torre che guarda il paese dall’alto è l’antica rocca di Schiaginum, costruita per controllare l’importante snodo fra la via della Valle del Nera e quella che, attraversando la Valcasana, saliva a Monteleone di Spoleto.

verso porta su
Nel ‘500 le acque del fiume Nera azionavano attraverso il canale che ancora funziona, i congegni delle gualchiere per il lavaggio della lana; movevano le pale dei mulini e dei frantoi; rifornivano le vasche per il lavaggio del minerale ferroso proveniente dalle miniere di Monteleone di Spoleto per essere fuso nella ferriera pontificia di Scheggino fatta costruire da Urbano VIII.
Adesso le acque del Nera fanno godere lo sguardo dei visitatori; si possono fare rilassanti passeggiate lungo le sue rive, frondose e verdissime e da qualche anno attirano sportivi che vengono a provare l’emozione del rafting.

il canale

il canale

E ancora: Scheggino è terra di tartufi così famosi da avere un museo dedicato loro dalla famiglia che vive di tartufo dal 1850, che li commercializza ed è conosciuta in tutto il mondo, fra i vip che vengono qui a comprare. Mangiare bene a Scheggino è comunque facile, c’è da scegliere, ma per me vale la pena visitare almeno il ristorante che si trova nel vicolo più stretto, il famoso Baciafemmine. Non dò pagelle al cibo visto che non sono un’autorità nel merito (anche se a me è piaciuto), ma è che il ristorante consiste in diverse piccole sale ricavate con rispetto in un edificio antico e una di queste si trova nell’ambiente dove anticamente (o forse solo fino a metà del secolo scorso) si lavorava il vino.

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la vasca del palmento trasformata in bar…

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la vasca dove scendeva il mosto

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la canaletta che portava il mosto verso i tini

C’è la vasca in pietra (il palmento) dove si pigiava l’uva e anche la conca dove si faceva scendere il mosto che poi scorreva verso i tini in una canaletta che è stata lasciata visibile, protetta da uno spesso vetro.

Poi si riprende la salita verso la Chiesa a metà del Borgo e il suo sagrato che era anche la Piazza…. racconterò

 

 

Scheggino: lungo le rive del Neraultima modifica: 2017-10-14T10:42:31+00:00da scanfesca
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