Bominaco: sorpresa e meraviglia

*S.M.Assunta facciataL’Abbazia di Santa Maria Assunta  e l’oratorio di San Pellegrino sorgono su un piccolo poggio, in mezzo al verde, a poca distanza dal paesino di Bominaco. Nascosti fra gli alberi ma anche  ingiustamente poco conosciuti.

Una guida dice “salvati due volte”  forse anche di più, ma quelle di cui si parla sono una prima ad opera di Braccio Fortebraccio da Montone che distrusse completamente il monastero di cui le due costruzioni facevano parte nel 1423. La seconda di cui si parla è il terremoto del 2009; siamo vicinissimi a L’Aquila, nella piana di Navelli e anche questa volta non ci sono stati danni benché attorno le rovine siano state tante.

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L’Abbazia si erge ben piantata sulla roccia, in posizione dominante, con una facciata severa di pietre ben connesse, una elegante finestra e un portale appena decorato in fondo non eccezionale così che si entra senza grandi aspettative.

Ed ecco colonne e capitelli di lucente pietra bianca, un ambone elegantissimo coperto di sculture e poi ancora un imponente ciborio, l’altare e ancora il candelabro pasquale… una ricchezza e una eleganza che niente faceva sospettare.

*interno S.M.

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L’atmosfera raccolta e il candore della pietra, la bellezza delle sculture sono molto suggestive. Il monastero di cui faceva parte, Momenaco (da cui Bominaco) era stato fondato intorno al mille e la costruzione della chiesa è datata intorno al sec. XI-XII.   Se la facciata è sobria non così le sue absidi che sono molto interessanti e soprattutto belle: si ergono sopra un misto di prato e di roccia e hanno delle magnifiche monofore decorate e istoriate con versi di lode all’Assunta.

*Labbazia-di-Santa-Maria-Assunta-a-Bominaco

Qui la pietra è ingrigita dai secoli e dalle intemperie (siamo intorno ai mille metri di quota) ma i girali, le piante, gli animali, i simboli scolpiti da secoli sono ancora perfetti a testimoniare l’abilità e anche la fantasia di chi li ha realizzati.

*monofora2

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* monofora1

*monofora3

La passeggiata intorno alle absidi ci conduce in pochi passi e in modo naturale all’oratorio di S.Pellegrino, che faceva parte dello stesso monastero, anzi ne era stato, a quanto pare, il precursore. Una costruzione modesta, come acquattata fra gli alberi

*nel bosco

con un rosoncino aggraziato ma non clamoroso che però recita  orgogliosamente nell’iscrizione: A.M. BIS SEXDECIES TERNIS HEC A REGE CARoLO FUDATA AB ABBATE TEODINO.

*rosoncino

a dire che l’abate Todino nel 1263 rinnovò la costruzione che era stata voluta da re Carlo (Carlo Magno? Carlo il Calvo? Un Carlo, almeno quattro secoli prima!)

Dicono le cronache che Carlo era passato di qui, guidato da un sogno rivelatore, per rendere omaggio alla sepoltura del Santo Pellegrino che qui si venerava e diede ordine di costruire una chiesa dove i pellegrini (nomen omen) potessero pregarlo e invocare la sua protezione nel loro andare (verso Roma, ma anche verso il mare e la Terrasanta). Ancora oggi si può vedere in una pietra di fianco all’altare un foro circondato da due angeli e la scritta perentoria che recita:

*il cuore

CREDITE QUOD HIC EST CORPUS BEATI PELLEGRINI, (Credete: questo è il corpo del beato Pellegrino).

Secondo la tradizione locale, era possibile, appoggiando l’orecchio in corrispondenza del foro, ascoltare il battito del cuore di quel santo che, proveniente dalla Siria, era stato martirizzato qui nel IV secolo. Non l’ho fatto, non so…

Ma siamo ancora all’esterno… arriviamo al piccolo portichetto dell’ingresso, con le pietre lucide,

segnate da incisioni di croci e qui, oltre la porticina ci aspetta ancora una grandiosa sorpresa, una visione abbagliante: tutte le superfici disponibili sono coperte di affreschi coloratissimi e fantasiosi, così tanti e complessi che ci vuole una buona guida per cogliere nel dettaglio i significati. Perché è per questo che sono stati dipinti: per raccontare al popolo di fedeli analfabeti i passi fondamentali delle Scritture. Insomma una meravigliosa biblia pauperum!

*S.Pellegrino interno* S.Pellegrino controfacciata

A testimoniare l’antichità della costruzione l’interno è anche diviso da due plutei che separano la parte  riservata al clero da quella per il popolo e su uno dei plutei, ancora e orgogliosamente l’attestazione della nobiltà dell’origine di questo luogo:

H DOMUS A REGE CARULO FUIT EDIFICATA ADQ P ABATEM TEODINUM START RENOVATA CURREBA…..NNI DNI TUNC MILLE CC ET SEXAGINTA TRES LECTO…….DICITO GENT….

Insomma: questa casa fu edificata da re Carlo (e di nuovo senza aggettivo!) e poi rinnovata dall’Abate Teodino nel 1263…

Ma il lavoro dei pittori dovette continuare a lungo data la complessità e la vastità dell’opera così che gli studiosi riescono a vedere con sicurezza tre periodi successivi che documentano anche i progressi della pittura. A chi, non studioso come me, li guarda resta impresso il calendario dipinto nella parte del clero e, nella controfacciata l’immagine gigantesca come al solito del S.Cristoforo che però ha il mantello a quadretti che richiamano i tessuti a telaio abruzzesi, come del resto sono vestiti di questi panni tradizionali molti dei personaggi delle storie raccontate.

*Oratorio-di-San-Pellegrino-Bominaco-Abruzzo_1030424-20130323

Si può restare a lungo affascinati dalle immagini e anche colpiti dall’atmosfera raccolta che immancabilmente si respira in luoghi così antichi.

E a volte come è capitato a noi si tornerà per goderselo ancora.

*brubominaco copia

PS Molte foto sono prese dallo splendido album, ricchissimo che illustra magnificamente  tutto l’Abruzzo

Bominaco: sorpresa e meravigliaultima modifica: 2017-03-07T14:06:53+00:00da scanfesca
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