Semifonte: il paese che non c’è e la fonte nascosta

Potrebbe sembrare una favola e invece è storia. Oggi Semifonte è solo il nome di una zona del comune di Barberino Val d’Elsa. Non c’è un rudere, un borgo, un abitato che porti questo nome  ed è così perché Semifonte osò sfidare la potenza della Repubblica fiorentina…
“Si narra che i cavalieri di Semifonte andassero fin sotto le mura di Firenze a gridare in segno di scherno:
« Fiorenza, fatti in là
che Semifon si fa città”
era il 1192 circa e nel 1202, dopo alterne intricate vicende da leggere nel ricco link di Wikipedia
Semifonte venne rasa al suolo e, subito dopo la distruzione materiale, Firenze decretò che sul terreno della città non si sarebbe mai più potuto costruire alcunché. Questa scelta, che fece della collina di Semifonte una vera e propria terra maledetta, paradossalmente, garantì il perpetuo ricordo della vicenda che spesso divenne anche un mito.
Confesso che non ne sapevo niente ma ho amici che sanno e che generosamente mi fanno da guida, come Giuliano S. che ci ha portato qui nella città che non c’è e anche alla chiesa che non avrebbe dovuto esserci. Sì perché qualche secolo dopo la maledizione dei fiorentini, alla fine del  ‘500, un vescovo ottenne il permesso di edificare una cappella a S.Michele e la fece costruire a “imitazione” del tamburo di S.Maria del Fiore…

Schermata 09-2457652 alle 10.03.04Il luogo dove è stata costruita è molto bello, come testimonia questa bellissima foto che prendo dal sito di Wikipedia ; non si vede la cappella, ma gli alberi che la circondano e la guglia che svetta.

Schermata 09-2457652 alle 15.59.20Questo luogo magico e maledetto insieme ha molti fascini ancora da svelare: poco lontano dalla cappella  un sentiero, senza segnalazioni, si inoltra nel bosco scendendo il fianco della collina. Non ci sono segnali, ma a noi non servono, noi abbiamo una guida…

DSCN5014 copiae dopo poche centinaia di metri ecco un’altra meraviglia: la Sacra Fonte di Santa Caterina. Il luogo è davvero poetico e suggestivo.

DSCN5015 copiaLa fonte monumentale, con le vasche in basso e una edicola votiva al di sopra è coperta dalle chiome dei grandi alberi, restaurata recentemente  ma senza segnalazioni (pare per motivi di sicurezza). Oggi è nascosta agli sguardi ma le iscrizioni dicono che non solo è stata conosciuta e frequentata, ma addirittura è stata “fonte” di miracolose guarigioni come quando, come dice la iscrizione, ridonò la salute a Santa Caterina da Siena…

DSCN5030 copiaDSCN5019 copia 2Schermata 08-2457242 alle 08.49.54Schermata 08-2457242 alle 08.49.27e  anche  Sant’Ignazio ne ebbe giovamento…

La leggenda ricorda che l’acqua avrebbe guarito la santa dalla febbre ma la più recente tradizione popolare attribuisce alla fonte delle virtù galattopoietiche destinate a dare o ridare il latte alle puerpere. Questa discordanza di virtù miracolose è forse da attribuirsi ad una sovrapposizione di culti e alla interpretazione approssimativa del termine latice  che con il latte non ha a che fare.

In ogni caso, che l’acqua sia miracolosa o no, magico è il luogo, fascinoso e raccolto, silenzioso e remoto… auguro a tutti di trovarlo e di andarci a godersi silenzio, storia, leggenda e fede.

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Semifonte: il paese che non c’è e la fonte nascostaultima modifica: 2016-09-20T16:28:30+00:00da scanfesca
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