Il re dei faggi di Canfaìto

Se un luogo da sempre si chiama  Canfaito  che viene da “Campus faiutum” cioè campo dei faggi ed é ancora oggi (secoli e secoli dopo) coperto di faggi c’é da pensare senza fare tanti sforzi che nei suoi boschi  ci possano essere alberi davvero antichi.
Venire qui, nel Parco di Canfaìto e San Vicino da poco istituito è un po’ una caccia al tesoro, si viene per godersi il bosco, le radure, i prati e soprattutto per andare a cercare i patriarchi di questa antica foresta.

DSCN2204* copia Si sa del “re dei faggi”, l’albero più antico documentato; avendo misurato la crescita della sua circonferenza in un arco di tempo di vent’anni si è potuto calcolare che sicuramente ha più di 500 anni…

DSCN2220** copia

il re dei faggi

Nel 1486 il bosco che era stato per tanti secoli di proprietà dei monaci della vicina e un tempo potentissima abbazia di Valfucina,  fu donato da Innocenzo VII al Capitolo della Cattedrale di San Severino a cui ancora oggi appartiene. Ebbene, questo faggio potrebbe risalire a quell’epoca.

DSCN2201R copia

ancora il grande vecchio

È capitato a me in una mattinata di sole d’ottobre di andare a camminare nel bosco di Canfaìto e di incontrare più di una persona che cercava “il re dei faggi” insomma il patriarca; c’era anche un bambino piccolo che cercava il “nonno degli alberi”.
Capita di non riconoscerlo immediatamente perché, in fondo, qui non è l’unico albero ad attirare l’attenzione. Infatti il sentiero che attraversa il bosco (andando oltre l’unica costruzione ) viene chiamato in modo un po’ banale “il viale dei giganti”  dato che alcuni hanno 500 anni, ma gli altri  non sono certo dei ragazzini: hanno a loro volta 300, 200 anni… Basta osservare soprattutto i faggi con un  tronco unico il che è segno a sua volta di vecchiaia in quanto indica che l’albero non è stato tagliato mai,  altrimenti, come nella maggior parte dei casi, anziché un unico tronco presenterebbe una ceppaia, un gruppo di fusti minori, cresciuti dal ceppo troncato.

DSCN2208* copia

non sarà il più vecchio ma qualche annetto lo ha

E poi in fondo cosa importa se abbiamo trovato o no “Il faggio maggiore” : questo bosco è straordinario anche perché alterna il bosco così fitto ed ombroso (tanto da essere quasi buio d’estate) a radure, prati, pianori assolati.
Camminare in mezzo a questo bosco, su questo comodo sentiero, fra le chiazze di sole e le foglie ormai ingiallite è una bella esperienza, normale e straordinaria insieme.

Il re dei faggi di Canfaìtoultima modifica: 2015-10-19T22:06:46+00:00da scanfesca

Questo elemento è stato repostato da

  • Avatar di anon1ma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *

*